Dott. Antonio Piotti

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Abbiamo lavorato a un libro riflettendo sulle ragioni che spingono alcuni soggetti (quasi sempre adolescenti) a aderire a percorsi estremi di radicalizzazioni.
Ecco qualche ulteriore riflessione sugli episodi di Parigi e di Nizza. La pubblichiamo mentre si susseguono notizie anche da Vienna.

Lo scorso giovedì 16 ottobre, a Conflans-Sainte- Honorine, una tranquilla cittadina alla periferia di Parigi il prof. Samuel Paty, 47 anni, padre di un bambino di cinque, incontra il suo assassino: il diciottenne Abdullah Abouyedrivich Anzorov un giovane ceceno giunto in Francia all’età di sei anni. Abdullah, armato di un coltello dalla lama di circa 30 centimetri, decapita la sua vittima per poi infierire ripetutamente sul corpo e sulla testa recisa al grido di Allah Akbar. Qualche minuto dopo Abdullah posta su Twitter un messaggio rivendicativo rivolto al presidente francese Macron “Nel nome di Allah il misericordioso (…) a Macron, il capo degli infedeli: Io ho sentenziato uno dei tuoi cani infernali che ha osato umiliare Maometto. Tieni a bada i tuoi accoliti prima che non vi sia inflitto un duro castigo”. Poco tempo dopo il giovane assassino viene individuato dalle forze speciali colpito con nove proiettili e ucciso. Non indossava alcun ordigno esplosivo.

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